Le regole aggiornate sulle pensioni premiano chi ha iniziato a lavorare prima del 1996: ecco come funzionano deroghe e novità
La normativa pensionistica italiana offre condizioni agevolate per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, con benefici significativi che si concretizzano soprattutto nella riduzione degli anni di contribuzione necessari per andare in pensione. Questo articolo approfondisce le regole aggiornate, incluse le deroghe previste dalla legge Amato e le possibilità di cumulo contributivo, oltre a fornire dettagli sulle ultime novità riguardanti i lavoratori precoci.
Queste modalità, aggiornate negli ultimi anni, rappresentano un valido strumento per chi ha avuto carriere lavorative frammentate o ha cambiato tipologie di lavoro.
Differenze sostanziali per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996
Una delle principali distinzioni nel sistema pensionistico italiano riguarda la data di inizio attività lavorativa. Bastando anche un solo contributo settimanale versato entro il 31 dicembre 1995, si può accedere a regimi pensionistici più favorevoli rispetto a chi ha iniziato dopo quella data. Per esempio, la pensione anticipata a 64 anni è riservata a chi ha anzianità contributiva successiva al 1° gennaio 1996, mentre per i lavoratori con contribuzione precedente sono previste opzioni più vantaggiose.

Pensioni: buone notizie per chi ha iniziato a lavorare prima del ’96 – (rocketdesign.it)
Tra queste spicca la cosiddetta Quota 41, pensata per i lavoratori precoci che abbiano maturato 41 anni di contributi e appartengano a categorie specifiche come disoccupati, invalidi, caregiver o addetti a mansioni gravose e usuranti. Questa misura consente di anticipare il pensionamento indipendentemente dall’età anagrafica, in alternativa ai 42 anni e 10 mesi richiesti normalmente per la pensione anticipata.
Le agevolazioni più significative per chi ha iniziato prima del 1996 derivano dalla legge Amato del 1992, che ha introdotto tre deroghe al requisito contributivo standard. Ancora oggi, una di queste deroghe è fondamentale, in particolare per chi ha svolto attività lavorative part-time o ha avuto carriere discontinue.
La terza deroga Amato permette infatti di andare in pensione con soli 15 anni di contributi a 67 anni di età, a condizione che il lavoratore abbia versato almeno un contributo settimanale entro il 31 dicembre 1995 e che per almeno 10 anni abbia lavorato part-time o con periodi di contributi inferiori alle 52 settimane annue, anche non consecutivi. Questa norma evita l’esclusione dal sistema pensionistico di chi, pur lavorando per molti anni, non ha accumulato i 20 anni di contribuzione previsti dalla pensione di vecchiaia.
La ragione di questa deroga risiede nel fatto che il riconoscimento di una settimana contributiva completa richiede un reddito minimo settimanale, che nel 2026 è pari a 244,74 euro. Di conseguenza, chi percepisce un reddito inferiore a questa soglia ottiene un accredito contributivo proporzionale al reddito, rischiando di non raggiungere i 20 anni necessari. La deroga consente quindi uno sconto di 5 anni sul requisito contributivo.
Un’altra importante opportunità riguarda i lavoratori che possiedono contributi versati in diverse casse e gestioni pensionistiche. La ricongiunzione tradizionale, che permette di sommare i contributi per ottenere un’unica pensione, è spesso onerosa. Tuttavia, esistono varie forme di cumulo gratuito e di totalizzazione che consentono di unificare i periodi assicurativi senza costi aggiuntivi.
- Il computo nella gestione separata permette di utilizzare i contributi versati come lavoratori dipendenti, autonomi o parasubordinati all’interno della gestione separata INPS, a determinate condizioni di anzianità contributiva.
- La totalizzazione dei periodi assicurativi consente di sommare gratuitamente i contributi appartenenti a diverse gestioni (dipendenti, autonomi, parasubordinati, liberi professionisti) per conseguire un’unica pensione, con requisiti specifici e decorrenze particolari.
- Infine, il cumulo per chi ha contribuzione prima del 1° gennaio 1996 permette di riunire periodi assicurativi non coincidenti tra diverse casse, facilitando il diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata.








