Nel 2026, il tema della pensione con un periodo contributivo estremamente limitato torna al centro del dibattito previdenziale italiano.
La possibilità di andare in pensione con soli 5 anni di contributi rappresenta un’importante opportunità per molti lavoratori che non riescono a soddisfare i tradizionali requisiti anagrafici e contributivi richiesti dal sistema pensionistico.
Le normative più recenti e le condizioni aggiornate per accedere a questa forma di pensionamento meritano un’analisi approfondita per comprendere chi può effettivamente usufruirne e come procedere.
Chi può andare in pensione con soli 5 anni di contributi nel 2026?
Per molti contribuenti, raggiungere i canonici 20 anni di contributi necessari per la pensione di vecchiaia risulta un’impresa difficile, soprattutto per chi ha avuto carriere lavorative discontinue o interrotte.

Chi può andare in pensione con soli 5 anni di contributi nel 2026?-rocketdesign.it
Nel 2026, la legge prevede una specifica misura per coloro che, pur avendo versato almeno 5 anni di contributi, possono comunque accedere alla pensione, a patto di soddisfare determinate condizioni.
Questa possibilità riguarda esclusivamente i soggetti cosiddetti “contributivi puri”, ovvero coloro il cui primo versamento contributivo è avvenuto dopo il 31 dicembre 1995. Per loro, la normativa ordina che la pensione di vecchiaia standard si ottenga al raggiungimento di:
- 67 anni di età;
- almeno 20 anni di contributi;
- un importo pensionistico minimo pari all’assegno sociale, che nel 2026 si attesta intorno a 546 euro mensili.
Tuttavia, per chi non raggiunge questi requisiti, nel 2026 si apre un’alternativa concreta: la pensione di vecchiaia contributiva con almeno 5 anni di contribuzione e senza il vincolo dell’importo minimo.
Tale pensione è accessibile al compimento del 71° anno di età e rappresenta un’ancora di salvezza per chi, pur avendo versato contributi insufficienti per la pensione tradizionale, non vuole restare privo di qualsiasi forma di sostegno pensionistico.
Un aspetto rilevante riguarda le differenze nelle età di uscita previste per la pensione di vecchiaia contributiva rispetto a quella ordinaria.
Nel 2026, potranno accedere a questa pensione speciale principalmente i nati nel 1955, che raggiungono i 71 anni e che non hanno accumulato i 20 anni di contributi richiesti per la pensione tradizionale.
Inoltre, per le lavoratrici madri sono previste agevolazioni che consentono di ridurre l’età pensionabile: ogni figlio dà diritto a uno sconto di 4 mesi sull’età di uscita. Questo significa:
- con 4 o più figli, la pensione può essere ottenuta a 69 anni e 8 mesi;
- con 3 figli, l’età scende a 70 anni;
- con 2 figli, si può andare in pensione a 70 anni e 4 mesi;
- con 1 figlio, l’uscita è possibile a 70 anni e 8 mesi.
Questi meccanismi rappresentano un’importante forma di tutela per chi ha avuto carriere contributive brevi ma con responsabilità familiari significative, consentendo una maggiore flessibilità nell’accesso alla pensione.








