Notizie

Come produrre pellet in casa e da solo. Riduci le spese della stufa: il metodo che tutti ignorano

La possibilità di produrre autonomamente il pellet rappresenta un’opportunità interessante per ridurre significativamente le spese legate
La produzione autonoma di pellet: perché conviene (www.rocketdesign.it)

Con il crescente interesse verso soluzioni di riscaldamento domestico più efficienti, le stufe a pellet  conquistano un ruolo di primo piano.

La possibilità di produrre autonomamente il pellet rappresenta un’opportunità interessante per ridurre significativamente le spese legate al riscaldamento, mantenendo al contempo elevate performance e sicurezza.

Le ultime certificazioni, come il DM 186/2017, confermano infatti che le stufe a pellet di ultima generazione possono vantare standard di rendimento e emissioni molto elevati, con alcuni modelli già premiati con la certificazione 5 stelle per l’efficienza energetica e l’impatto ambientale. Questo rende il pellet non solo un combustibile più economico rispetto alle fonti tradizionali, ma anche più sostenibile.

Oggi, molti utenti scelgono di autoprodurre il proprio pellet per abbattere ulteriormente i costi legati all’acquisto dei sacchi di pellet, spesso onerosi nel lungo periodo. La produzione casalinga di pellet è una pratica che richiede attenzione e metodo, ma che può portare a risultati soddisfacenti sia in termini economici che di qualità del combustibile.

Il primo aspetto fondamentale riguarda la materia prima, ovvero il legno da utilizzare. Gli esperti raccomandano di evitare assolutamente legni trattati, verniciati o provenienti da mobili, poiché durante la combustione possono liberare sostanze tossiche molto pericolose per la salute. La scelta migliore è quella di legno naturale, pulito e privo di trattamenti chimici, reperibile in ambito agricolo o rurale.

In particolare, per chi decide di produrre pellet in casa, è consigliabile utilizzare legni teneri come pino e abete, che si comprimono facilmente senza bisogno di aggiungere collanti. Al contrario, legni duri come faggio o betulla richiedono l’utilizzo di un legante per garantire la compattezza dei pellet.

I passaggi fondamentali per la produzione casalinga di pellet

La procedura per creare pellet fai-da-te si articola in alcune fasi ben precise, ognuna delle quali è essenziale per ottenere un combustibile di qualità.

  1. Triturazione del legno: è il primo step e richiede un’attrezzatura adeguata, come un biotrituratore domestico efficiente. È importante ottenere pezzi di legno di dimensioni ridotte e uniformi, perché pellet troppo grossi possono compromettere il funzionamento della stufa e causarne danni.
  2. Essiccazione: il legno triturato deve essere asciugato fino a raggiungere un’umidità intorno al 10%. Un’umidità elevata compromette la combustione, causando fumo e depositi di fuliggine. Per questo motivo è consigliato l’uso di un igrometro per monitorare l’umidità e, se necessario, lasciare il materiale ad asciugare all’aperto o mescolarlo con segatura secca.
  3. Pellettizzazione: con l’ausilio di una pressa apposita si formano i pellet, generalmente lunghi circa 2 cm, che saranno successivamente conservati in un ambiente asciutto e ben ventilato per preservarne la qualità.

Questo processo, se seguito con cura, permette di ottenere un combustibile economico e performante, in grado di alimentare efficacemente le stufe domestiche.

Le aziende italiane produttrici di stufe a pellet stanno investendo molto in ricerca e sviluppo per migliorare l’efficienza energetica

Innovazioni e agevolazioni nel settore delle stufe a pellet(www.rocketdesign.it)

Le aziende italiane produttrici di stufe a pellet stanno investendo molto in ricerca e sviluppo per migliorare l’efficienza energetica e ridurre ulteriormente le emissioni. Alcuni dei modelli più recenti, infatti, vantano una certificazione 5 stelle, il massimo riconoscimento previsto dal DM 186/2017, che attesta la qualità superiore dei dispositivi sia dal punto di vista ambientale che del risparmio energetico.

Inoltre, il mercato offre varie opzioni di acquisto con modalità di pagamento rateale, grazie a partnership con società finanziarie come Klarna, PayPal, Scalapay e HeyLight, facilitando così l’accesso a prodotti di alta qualità anche per chi preferisce dilazionare la spesa.

Sul fronte fiscale, resta attiva la possibilità di usufruire della detrazione del 50% prevista dal Decreto Crescita (Decreto 83/2012) per l’acquisto di stufe a pellet, a condizione che il pagamento avvenga tramite bonifico bancario. Questo incentivo rende ancora più vantaggioso investire in un sistema di riscaldamento pulito ed efficiente.

Grazie a queste innovazioni e agevolazioni, la produzione casalinga di pellet diventa un’opzione concreta e sostenibile, che può ridurre sensibilmente il costo del riscaldamento domestico senza rinunciare alla qualità e alla sicurezza.

Change privacy settings
×