C’è un errore comune che quasi tutti fanno dopo un lavaggio: rischia di rovinare la lavatrice, i vestiti e anche la bolletta
La lavatrice è ormai parte del paesaggio domestico quotidiano, quasi invisibile nella sua importanza, ma centrale nella routine di ogni casa. Eppure, quasi nessuno la utilizza correttamente. Non parliamo di dosaggi sbagliati o cicli inadatti, ma di una semplice abitudine dannosa che in molti ripetono senza pensarci: avviare lavaggi consecutivi senza pausa. Un’azione che sembra innocua, ma che con il tempo può provocare guasti prematuri, cattivi odori e perfino un aumento delle spese.
Anche chi tiene la lavatrice pulita, cambia i filtri e controlla regolarmente i detersivi rischia di commettere questo errore. E non si tratta solo di problemi tecnici: la qualità del bucato peggiora, i capi si rovinano e l’igiene interna dell’elettrodomestico viene compromessa. Non a caso, gli esperti consigliano una pausa tra i cicli, ma pochi ne conoscono davvero l’importanza e il perché.
Il motore ha bisogno di fermarsi: perché serve una pausa tra un ciclo e l’altro
Quando si parla di durata della lavatrice, spesso si fa riferimento alla marca, al modello o agli anni di utilizzo. Ma ciò che realmente determina la sua resistenza nel tempo è il modo in cui viene usata. Ogni ciclo di lavaggio attiva una serie di meccanismi interni — motore, resistenza, pompa, elettronica — che generano temperature elevate e vibrazioni costanti.
Il motore, in particolare, lavora a pieno regime, e senza un tempo minimo per raffreddarsi rischia il surriscaldamento. Questo effetto non si nota subito, ma accumulandosi giorno dopo giorno, porta a malfunzionamenti costosi. I cuscinetti si consumano, le cinghie cedono e il quadro elettronico può mostrare segni di usura precoce.

Il motore ha bisogno di fermarsi: perché serve una pausa tra un ciclo e l’altro – rocketdesign.it
Secondo i tecnici, la regola pratica è questa:
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dopo un ciclo breve da 30 minuti, attendere almeno 30 minuti
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per i lavaggi medi (tra i 60 e i 75 minuti), servono almeno 60-90 minuti
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per i cicli lunghi (oltre i 90 minuti), la pausa consigliata è 90-120 minuti
Non è solo una questione meccanica. Anche il cestello, le guarnizioni e le tubature interne vengono sollecitati da ogni lavaggio. Lasciare tempo tra un ciclo e l’altro consente ai materiali di tornare alla loro condizione di equilibrio. Così facendo, si evitano usure invisibili ma letali nel lungo periodo. Il rischio? Ritrovarsi a sostituire la lavatrice dopo appena pochi anni di utilizzo, con un costo non previsto.
Umidità, muffe e odori: l’effetto nascosto dei lavaggi troppo ravvicinati
Non è solo il motore a soffrire. Anche l’umidità residua che si accumula dopo ogni lavaggio rappresenta un problema se non viene gestita nel modo giusto. Chiudere subito l’oblò e avviare un nuovo ciclo significa sigillare all’interno acqua stagnante, calore e batteri. Un terreno perfetto per muffe, funghi e odori sgradevoli.
Il risultato? La lavatrice inizia a puzzare, le guarnizioni si anneriscono, e i vestiti — anche appena lavati — non profumano più di pulito. In alcuni casi, si possono sviluppare irritazioni cutanee o reazioni allergiche, specie se nell’elettrodomestico si forma un velo batterico invisibile ma persistente.
La semplice abitudine di lasciare l’oblò aperto tra un lavaggio e l’altro può prevenire tutto questo. L’aria circola, le parti in gomma si asciugano, e il filtro interno si stabilizza. Anche il cestello e le vaschette detersivo beneficiano dell’asciugatura naturale, riducendo l’accumulo di calcare e detriti.
La combinazione tra calore e umidità è anche la causa principale della fragilità delle componenti in plastica, che col tempo diventano porose, si screpolano o si deformano. Un guasto silenzioso, che si manifesta spesso sotto forma di piccole perdite d’acqua o odori persistenti, difficili da eliminare anche con i cicli igienizzanti.
In sintesi, la fretta è nemica della lavatrice: rispettare i suoi tempi naturali aiuta a mantenerla efficiente, pulita e longeva. E, non a caso, permette anche di risparmiare — perché meno guasti significa meno manutenzione, e meno consumo di energia significa bollette più leggere.








