Con l’aumento dei prezzi e le nuove regole fiscali, il pellet resta una scelta diffusa per il riscaldamento: come ottimizzare i consumi
Con l’inverno ormai inoltrato e i costi dell’energia in costante aumento, il pellet si conferma come uno dei combustibili più utilizzati dalle famiglie italiane per il riscaldamento domestico. La crescente domanda, trainata dalla convenienza economica e dalla sostenibilità ambientale, ha visto un forte impulso soprattutto grazie alle moderne stufe a pellet, divenute un’alternativa apprezzata al gas e all’elettricità. Tuttavia, con le recenti novità normative e il possibile aumento dell’Iva, il prezzo del pellet potrebbe subire un incremento a partire da marzo 2026, spingendo molte famiglie a ricercare strategie per contenere i consumi e ottimizzare la spesa.
Il pellet, combustibile derivato dalla compressione di scarti di legno e biomassa, rappresenta una soluzione di riscaldamento efficiente ed ecologica. In Italia, che è il primo mercato europeo per consumo di pellet, la domanda supera i 3 milioni di tonnellate annue, con una consistente quota importata dall’estero. Questa dipendenza dall’importazione, unitamente al ritorno dell’Iva ordinaria al 22% prevista per fine febbraio 2026, potrebbe portare a rincari significativi sul prezzo del pellet, con ripercussioni sull’intera filiera produttiva e commerciale.
Il pellet viene prodotto principalmente da legno vergine o da residui di lavorazione di falegnameria, con un contenuto di umidità ottimale intorno al 10-12% per garantire una combustione efficiente. Il suo potere calorifico è superiore al legno tradizionale, e grazie alla pressatura, il pellet è molto compatto, consentendo un’ottima resa termica. Tuttavia, la qualità del pellet è un fattore cruciale: un prodotto con eccessiva umidità o con residui di corteccia può compromettere la combustione e danneggiare gli impianti, aumentando i costi di manutenzione.
Sei consigli per dimezzare la spesa e ottimizzare i consumi di pellet
Per chi utilizza il pellet come fonte principale o integrativa di riscaldamento, esistono diverse strategie per contenere i consumi senza rinunciare al comfort domestico.

Come utilizzare le stufe a pellet – (rocketdesign.it)
- Scegliere pellet di alta qualità con umidità inferiore al 10%: Un pellet troppo umido non brucia bene, provoca maggiori emissioni di polveri e può danneggiare la stufa o la caldaia. Optare per un prodotto certificato e con basso contenuto di umidità è fondamentale per massimizzare l’efficienza.
- Manutenzione regolare della stufa o caldaia a pellet: La pulizia quotidiana della camera di combustione e la manutenzione periodica da parte di tecnici specializzati assicurano il corretto funzionamento dell’impianto, evitando sprechi di combustibile. In particolare, mantenere efficiente il bruciatore aiuta a ottimizzare la fase di accensione, che è la più energivora.
- Impostare correttamente la temperatura: Gli esperti consigliano di non superare i 20-22 gradi centigradi negli ambienti domestici. Temperature troppo elevate incrementano notevolmente il consumo di pellet e possono causare problemi di secchezza dell’aria, con conseguenti disagi per la salute.
- Acquistare pellet nei periodi di bassa domanda: La primavera e l’estate sono stagioni in cui il prezzo del pellet tende a diminuire a causa della minore richiesta. Acquistare in questi mesi permette di risparmiare anche fino al 30%, soprattutto se si opta per sacchi singoli con imballaggi ottimizzati.
- Evitare sprechi di calore: È importante non coprire i radiatori o le stufe e mantenere porte e finestre chiuse durante il riscaldamento, per preservare il calore generato e ridurre il consumo complessivo.
- Ottimizzare il ricambio d’aria: Arieggiare gli ambienti con brevi aperture multiple durante la giornata è più efficace e meno dispendioso rispetto a lasciare le finestre aperte a lungo, evitando così la dispersione del calore.








